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Il rendiconto semplificato sotto i 60.000 euro: cosa cambia dal bilancio 2026

Se la tua associazione è iscritta al RUNTS e incassa fino a 60.000 euro all'anno, dal rendiconto 2026 puoi usare un modulo più corto. Chi può usarlo, a chi non conviene, e cosa preparare da qui a fine anno.

14 luglio 2026

Il rendiconto semplificato sotto i 60.000 euro: cosa cambia dal bilancio 2026

Un'associazione iscritta al RUNTS con entrate annue non superiori a 60.000 euro può presentare il rendiconto del 2026 con meno voci da compilare. Il nuovo Modello E raggruppa gli importi, mantenendo il criterio di cassa e le informazioni necessarie a ricostruirli.

La scelta è facoltativa. Prima di adottarlo, il direttivo deve verificare i requisiti e valutare se il dettaglio del modello precedente serve ancora per contributi, controlli o gestione interna. La semplificazione riguarda la presentazione dei conti, mentre registrazioni e documenti devono restare completi.

Questa guida riguarda gli enti iscritti al RUNTS. Per le associazioni non iscritte, gli schemi vanno individuati in base a statuto e regime applicabile.

Quale modulo spetta alla tua associazione

L'articolo 13 del Codice del Terzo settore distingue gli schemi in base alle entrate e alla personalità giuridica. Per orientarti, verifica prima l'importo annuo e poi la condizione dell'ente, tenendo presenti le esclusioni illustrate più avanti.

Il primo dato è l'ammontare delle entrate rilevanti. Quote, contributi, offerte e incassi delle iniziative concorrono al calcolo secondo la disciplina applicabile. Un trasferimento tra il conto bancario e la cassa dell'ente, invece, non è una nuova entrata da contare una seconda volta.

  • Fino a 60.000 euro puoi usare il modulo breve, il Modello E.

  • Oltre i 60.000 euro il modulo breve non è disponibile, e occorre la seconda domanda.

Oltre i 60.000 euro conta anche la personalità giuridica.

  • Se non ce l'ha e non supera i 300.000 euro, usa il rendiconto per cassa completo, il Modello D.

  • Se ce l'ha, oppure se supera i 300.000 euro, deve redigere il bilancio vero e proprio: tre documenti invece di uno (i Modelli A, B e C).

La riforma ha avuto un effetto poco intuitivo. La legge del 2024 ha alzato la soglia del rendiconto per cassa da 220.000 a 300.000 euro, ma l'ha riservata agli enti senza personalità giuridica. Un'associazione riconosciuta che incassa 150.000 euro deve quindi redigere il bilancio completo, mentre prima le bastava il rendiconto. Sotto i 60.000 euro, invece, il modulo breve vale per tutti.

Cosa cambia con il modulo breve

Il Modello E riduce le voci da esporre, ma non le informazioni da raccogliere durante l'anno. Ogni movimento deve conservare origine, destinazione e documento di supporto: soltanto così si può assegnarlo al gruppo corretto.

Nel rendiconto completo, ad esempio, le uscite per l'attività principale sono distinte tra acquisti, servizi, affitti, personale e altre voci. Nel modello breve compare il loro totale. Per ricostruirlo e spiegarlo ai soci, l'associazione deve comunque sapere quali spese vi sono comprese.

Restano i gruppi relativi all'attività principale, alle eventuali attività diverse, alle raccolte fondi, alla gestione finanziaria e patrimoniale e alle spese generali. Il prospetto riporta anche le disponibilità di cassa e banca all'inizio e alla fine dell'esercizio.

La circolare del Ministero del lavoro n. 6 del 17 aprile 2026 chiarisce che il nuovo schema sintetizza quello ordinario senza introdurre contenuti nuovi.

Chi non può usarlo

Due categorie restano escluse anche sotto i 60.000 euro.

  • Le imprese sociali, che hanno regole di bilancio proprie (articolo 9 del D.Lgs. 112/2017).

  • Gli enti che svolgono la loro attività esclusivamente o principalmente in forma di impresa commerciale (articolo 13, comma 5, del Codice). Il riferimento non è la vendita occasionale di gadget a una festa, ma un'attività commerciale prevalente.

A chi conviene

Il modulo breve può essere utile quando i totali per gruppo rappresentano adeguatamente l'attività. Se serve un dettaglio maggiore, il rendiconto completo evita di doverlo ricostruire in prospetti separati.

È preferibile restare sul modulo completo se:

  • l'associazione riceve contributi pubblici o partecipa a bandi che richiedono il dettaglio delle voci;

  • ha un revisore o un organo di controllo, che di quel dettaglio ha bisogno;

  • svolge più attività diverse tra loro e il dettaglio serve prima di tutto al direttivo per capire dove vanno le risorse.

Una regola da tenere presente: il modulo scelto va usato così com'è. Non è possibile integrare il Modello E con voci aggiuntive; se servono, si usa il Modello D.

È utile che il direttivo valuti e documenti la scelta prima della preparazione del rendiconto. In questo modo chi cura i conti conosce lo schema da predisporre e il dettaglio da mantenere per le esigenze dell'ente.

Da quando si applica

Il decreto che ha introdotto il modulo è del 18 febbraio 2026 ed è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 21 marzo. Si applica all'esercizio in corso a quella data.

Per le associazioni che chiudono l'esercizio il 31 dicembre, il primo rendiconto compilabile con il modulo breve è quello dell'anno 2026, da predisporre nella primavera del 2027.

Le associazioni con esercizio non coincidente con l'anno solare, chiuso per esempio il 30 giugno o il 31 agosto, possono già usarlo per il rendiconto del 2026.

Resta un caso particolare, che riguarda solo le associazioni con personalità giuridica e meno di 60.000 euro di entrate. Chi si trovava in questa situazione con l'esercizio già chiuso prima del 21 marzo 2026 rischiava di dover redigere il bilancio completo per un solo anno: il modulo breve non esisteva ancora e quello per cassa era riservato alle associazioni non riconosciute. Il Ministero ha chiarito che in questo caso si può usare comunque il rendiconto per cassa completo. In questa situazione è opportuno confrontarsi con il commercialista prima di procedere.

Quando si deposita

Il rendiconto va depositato al RUNTS entro 180 giorni dalla chiusura dell'esercizio (articolo 48 del Codice, come modificato nel 2024). Non esiste più una data uguale per tutti.

Per un esercizio chiuso il 31 dicembre 2026, i 180 giorni scadono il 29 giugno 2027. La data va calcolata a partire dalla chiusura effettiva dell'esercizio.

Il deposito del rendiconto va distinto dall'aggiornamento dei dati sociali nel RUNTS. Dopo le modifiche del D.M. 2/2026, i dati su associati, volontari e lavoratori vanno aggiornati entro il 30 giugno quando sono cambiati rispetto a quelli presenti nel sistema. La disposizione riguarda tutti gli ETS, non soltanto APS e ODV.

Cosa fare entro fine anno

Per chi chiude l'esercizio il 31 dicembre, il rendiconto del 2026 sarà depositato nel 2027. Il lavoro può essere distribuito durante l'anno con quattro accorgimenti.

  • Indicare il gruppo di appartenenza di ogni movimento al momento della registrazione. Per ogni incasso o pagamento va annotato se riguarda l'attività principale, un'altra attività, una raccolta fondi, la parte finanziaria o le spese generali. Classificare subito i movimenti riduce le verifiche da fare alla chiusura. Senza, i movimenti vanno classificati uno per uno: il modulo breve non evita questo lavoro.

  • Tenere riconoscibili le raccolte fondi. Per le raccolte pubbliche occasionali soggette all'articolo 87, comma 6, del Codice, occorre il rendiconto specifico con la relazione illustrativa. Raccogliere subito documenti e movimenti permette di prepararlo insieme al rendiconto annuale.

  • Confrontare periodicamente i conti con l'estratto conto. Un controllo mensile può far emergere commissioni, accrediti cumulativi e movimenti da chiarire prima della chiusura.

  • Monitorare le soglie. I 60.000 euro si superano con facilità nell'anno in cui arriva un contributo rilevante.

Il nodo non è il modulo

Il tempo necessario a preparare il rendiconto dipende soprattutto dall'ordine delle registrazioni. Un archivio che collega incassi, pagamenti e documenti permette di ricostruire i totali e controllare le eccezioni; un archivio disperso richiede prima un lavoro di riordino.

Il Modello E può quindi semplificare la presentazione finale. Per ottenere un vantaggio anche nella preparazione, serve mantenere durante l'anno dati completi e classificazioni coerenti.

Le fonti

Una nota importante

Questa guida è divulgativa. Prima di scegliere lo schema, verifica entrate, personalità giuridica e natura delle attività con il commercialista o un consulente del Terzo settore.

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