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Come si scioglie un'associazione: cause, procedura, devoluzione del patrimonio

Sciogliere un'associazione non è un fallimento: è un atto di responsabilità quando le condizioni non ci sono più. Le cause, i passi da fare, la devoluzione del patrimonio.

30 dicembre 2025

Come si scioglie un'associazione: cause, procedura, devoluzione del patrimonio

Un'associazione non è necessariamente destinata a durare per sempre. A volte lo scopo originario è venuto meno. A volte i soci si sono dispersi. A volte gli organi non funzionano più e non c'è nessuno disposto a riprenderli in mano. A volte le forze sono finite. Sciogliere un'associazione in modo ordinato è un atto di responsabilità, non un fallimento.

La cosa importante è sapere come farlo bene, perché lo scioglimento disordinato lascia strascichi: debiti non pagati, patrimonio non devoluto correttamente, responsabilità personali residue per chi era nel direttivo.

Le cause di scioglimento

Un'associazione si scioglie per una di queste ragioni, secondo l'art. 27 c.c. e secondo quanto previsto dallo statuto.

Raggiungimento dello scopo o impossibilità di raggiungerlo

L'associazione è stata costituita per un fine specifico e quel fine è stato raggiunto (per esempio, si è completata la raccolta di fondi per costruire un monumento), oppure è diventato oggettivamente impossibile da perseguire.

Esaurimento della base sociale

L'associazione non ha più soci, o il numero minimo richiesto dallo statuto (tipicamente tre) non è più raggiunto. Senza soci non c'è assemblea, senza assemblea non ci sono cariche, non c'è vita associativa.

Scadenza del termine

Se lo statuto prevede una durata a tempo determinato e non viene rinnovata prima della scadenza.

Delibera dell'assemblea

L'assemblea straordinaria può deliberare lo scioglimento volontario dell'associazione, con la maggioranza qualificata prevista dallo statuto (tipicamente tre quarti dei soci).

Disposizioni di legge o provvedimento dell'autorità

In casi rari, un provvedimento dell'autorità giudiziaria o amministrativa può sciogliere un'associazione (per esempio per attività illecite o in violazione di obblighi normativi gravi).

La delibera di scioglimento

Se lo scioglimento è deciso volontariamente, deve essere deliberato dall'assemblea dei soci in forma straordinaria. La delibera deve contenere:

  • Motivazione dello scioglimento.
  • Nomina di uno o più liquidatori (possono essere membri del direttivo o soggetti esterni).
  • Indicazioni sulla devoluzione del patrimonio residuo.

La delibera va verbalizzata, registrata all'Agenzia delle Entrate, comunicata ai soci e alle autorità competenti (RUNTS per gli ETS, federazione per le ASD, ecc.).

La fase di liquidazione

Una volta deliberato lo scioglimento, l'associazione entra in fase di liquidazione. In questa fase:

  • L'associazione non svolge più attività ordinaria, ma solo quella necessaria alla liquidazione.
  • I liquidatori sostituiscono il direttivo e il presidente nei rapporti con i terzi.
  • Si procede a incassare i crediti, pagare i debiti, vendere o destinare i beni.
  • Si redige un bilancio finale di liquidazione.

La fase può durare da poche settimane (per associazioni semplici con patrimonio limitato) a diversi mesi (per associazioni strutturate con immobili, contratti in essere, debiti da ristrutturare).

La devoluzione del patrimonio residuo

Qui sta uno dei punti più importanti e spesso trascurati. Per le associazioni che accedono a regimi fiscali agevolati (la maggior parte), il patrimonio residuo non può essere distribuito tra i soci. Deve essere devoluto ad altra associazione con finalità analoghe o a fini di pubblica utilità.

Questa regola è:

  • Prevista obbligatoriamente negli statuti delle associazioni ex art. 148 TUIR.
  • Obbligatoria per gli ETS secondo il D.Lgs. 117/2017 (art. 9 CTS).
  • Obbligatoria per ASD/SSD secondo la normativa sportiva.

La destinazione è decisa secondo quanto previsto dallo statuto: spesso c'è una clausola generica ("ad altra associazione con finalità analoghe"), oppure l'assemblea al momento dello scioglimento indica un beneficiario specifico.

Per gli ETS iscritti al RUNTS, la devoluzione richiede parere vincolante dell'Ufficio del RUNTS, che verifica la correttezza della destinazione. Puoi leggere l'inquadramento sul portale del Ministero del Lavoro dedicato al RUNTS.

I passi operativi

Ecco una sequenza tipica, adattabile caso per caso.

  1. Convocazione dell'assemblea straordinaria per deliberare lo scioglimento (con preavvisi e quorum statutari).
  2. Delibera di scioglimento, nomina dei liquidatori, indicazioni sulla devoluzione.
  3. Registrazione della delibera all'Agenzia delle Entrate.
  4. Comunicazione alle autorità: RUNTS (per ETS), federazione (per ASD/SSD), Agenzia delle Entrate.
  5. Inventario del patrimonio: beni mobili, beni immobili, crediti, debiti, liquidità.
  6. Pagamento dei debiti: fornitori, collaboratori, enti previdenziali, Agenzia Entrate.
  7. Incasso dei crediti.
  8. Cessione o destinazione dei beni residui.
  9. Redazione del bilancio finale di liquidazione.
  10. Approvazione del bilancio finale dall'assemblea (se ancora possibile) o dai liquidatori.
  11. Chiusura del conto corrente dopo aver versato la liquidità al beneficiario della devoluzione.
  12. Comunicazione di estinzione all'Agenzia delle Entrate (modello AA5/6) e cancellazione dai registri specifici (RUNTS, RASD, ecc.).

Debiti non pagabili con il patrimonio

Se l'associazione ha debiti superiori al patrimonio, la situazione diventa più complessa. Per le non riconosciute, i creditori possono rivalersi sui membri che hanno agito in nome dell'associazione (art. 38 c.c.), quindi tipicamente sul presidente e sugli altri firmatari di contratti. Per le riconosciute, i creditori si rivalgono sul patrimonio dell'ente, con azioni concorsuali se necessario.

In ogni caso, è sempre meglio coinvolgere un commercialista o un legale specializzati prima di avviare una procedura di scioglimento con passività significative.

Cosa conservare dopo lo scioglimento

Anche dopo lo scioglimento, alcuni documenti vanno conservati:

  • Libri sociali (almeno 10 anni).
  • Libri contabili (almeno 10 anni).
  • Bilancio finale di liquidazione.
  • Atti di devoluzione del patrimonio.

La conservazione è responsabilità dell'ultimo presidente o del liquidatore nominato. Vale la pena individuare chi terrà materialmente questi documenti e per quanto tempo.

Sciogliersi per rinascere

A volte lo scioglimento è preludio a una rinascita: un'associazione sportiva che si riorganizza in ASD iscritta al RASD, un'associazione culturale che diventa APS iscritta al RUNTS. In questi casi non si parla di "scioglimento" ma di trasformazione, e le procedure sono diverse: si modifica lo statuto, si aggiornano i registri, si mantiene la continuità giuridica dell'ente.

Se pensi a un'evoluzione del genere, parlane con un commercialista del Terzo Settore prima di decidere lo scioglimento. A volte c'è una strada più semplice.

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