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# Come si scioglie un'associazione: cause, procedura, devoluzione del patrimonio

Sciogliere un'associazione non è un fallimento: è un atto di responsabilità quando le condizioni non ci sono più. Le cause, i passi da fare, la devoluzione del patrimonio.

30 dicembre 2025

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Quando le attività si fermano e nessuno è più disponibile a proseguirle, l'associazione deve ancora chiudere contratti, pagare debiti e decidere la destinazione dei beni. Smettere di organizzare iniziative lascia aperti questi rapporti: per chiudere l'ente serve un percorso di scioglimento e liquidazione.

Il primo passo è leggere lo statuto e verificare la posizione dell'associazione nei registri. Da questi elementi dipendono la decisione da adottare, le comunicazioni da fare e le regole sulla devoluzione del patrimonio.

## Le cause di scioglimento

Lo scioglimento può derivare da una decisione dei soci o da una causa già prevista dallo statuto e dalla disciplina applicabile. Individuarla permette di capire chi deve intervenire e con quale procedura.

### Raggiungimento dello scopo o impossibilità di raggiungerlo

Un'associazione costituita per realizzare un progetto specifico può esaurire la propria funzione quando il progetto è completato. Può accadere anche il contrario: lo scopo diventa impossibile da perseguire. In entrambi i casi occorre verificare le conseguenze previste per quella forma di ente.

### Esaurimento della base sociale

La mancanza di soci può impedire il funzionamento dell'associazione. La diminuzione del loro numero, invece, va valutata rispetto allo statuto e agli eventuali requisiti di legge: non esiste una soglia generale di tre soci al di sotto della quale ogni associazione si scioglie.

Per APS e ODV, la riduzione sotto il minimo previsto comporta una procedura specifica, con un anno per reintegrare la base associativa. Prima di decidere la chiusura, verifica se l'ente può recuperare il requisito o proseguire in una diversa sezione del RUNTS, rispettandone le condizioni.

### Scadenza del termine

Se lo statuto stabilisce una durata, controlla cosa accade alla scadenza e come può essere deliberata un'eventuale proroga. Lasciare trascorrere il termine senza affrontare la questione può complicare le attività successive.

### Delibera dell'assemblea

I soci possono decidere di chiudere l'associazione anche quando il suo scopo resta realizzabile. La convocazione, la competenza dell'assemblea e le maggioranze devono rispettare lo statuto e le norme applicabili.

### Provvedimenti dell'autorità

Lo scioglimento o l'estinzione possono dipendere anche da un provvedimento dell'autorità. In questo caso il percorso segue la disciplina dell'ente e le indicazioni contenute nel provvedimento.

#### Le regole cambiano secondo l'ente

Gli articoli 21 e 27 del codice civile disciplinano le associazioni riconosciute: per deliberarne lo scioglimento e la devoluzione del patrimonio, l'articolo 21 richiede il voto favorevole di almeno tre quarti degli associati. Per le associazioni non riconosciute, l'articolo 36 rinvia agli accordi degli associati; per gli ETS occorre considerare anche l'articolo 25 del Codice del Terzo settore. La maggioranza delle associazioni riconosciute non va quindi presentata come un quorum valido indistintamente per tutte.

## La delibera di scioglimento

Nel caso di una chiusura volontaria, la convocazione deve mettere i soci in condizione di decidere consapevolmente. All'ordine del giorno vanno indicati lo scioglimento e gli altri punti sui quali sarà necessario deliberare, secondo la procedura prevista per l'associazione.

Il verbale deve documentare la decisione e le maggioranze raggiunte. Deve inoltre chiarire chi condurrà la liquidazione, con quali poteri, e come verrà individuato il beneficiario del patrimonio residuo. Quest'ultima scelta deve rispettare le condizioni di legge e di statuto.

Una volta approvato il verbale, verifica gli adempimenti verso i registri e gli organismi ai quali l'ente aderisce. Anche l'eventuale registrazione fiscale dell'atto dipende dalla sua natura e forma: non è un passaggio da prescrivere nello stesso modo a ogni associazione.

## La fase di liquidazione

La liquidazione serve a chiudere i rapporti ancora aperti. Chi ne ha la responsabilità ricostruisce il patrimonio, incassa i crediti e paga i debiti, verificando anche contratti, rapporti di lavoro, contributi ricevuti e obblighi fiscali.

Per le associazioni riconosciute la liquidazione segue una disciplina specifica. Per quelle non riconosciute occorre esaminare gli accordi associativi e organizzare la chiusura dei rapporti in modo coerente. Il verbale e gli atti necessari devono rendere chiaro chi può operare sul conto e rappresentare l'ente durante questa fase.

Prima di destinare ciò che resta, occorre conoscere le passività e documentare le operazioni compiute. I tempi dipendono soprattutto dai rapporti da chiudere: un contratto di locazione, un credito ancora da riscuotere o una controversia possono prolungare il percorso.

## La devoluzione del patrimonio residuo

Dopo il pagamento dei debiti si determina il patrimonio residuo. Per ETS e associazioni sportive dilettantistiche la sua destinazione è vincolata dalla legge; per le altre associazioni bisogna verificare lo statuto e il regime applicabile. Dividere tra i soci il saldo rimasto sul conto può violare questi vincoli.

Prima di deliberare la destinazione, controlla quindi che il beneficiario abbia i requisiti richiesti e che siano state ottenute le autorizzazioni o i pareri necessari. Conserva la documentazione del trasferimento, insieme al rendiconto finale.

#### La destinazione dei beni

Per gli ETS, l'articolo 9 del D.Lgs. 117/2017 prevede la devoluzione del patrimonio residuo ad altri enti del Terzo settore, previo parere positivo dell'ufficio del RUNTS e salvo diversa destinazione imposta dalla legge. Per le ASD, l'articolo 7, comma 1, lettera h), del D.Lgs. 36/2021 richiede che lo statuto preveda la devoluzione a fini sportivi. Per le associazioni che applicano le agevolazioni dell'articolo 148 del TUIR occorre verificare anche la clausola di devoluzione prevista dal comma 8.

## I passi operativi

La sequenza va adattata all'ente. Per prepararla, conviene distinguere la decisione di chiusura dalle operazioni necessarie per completarla.

1. **Verificare statuto e registri.** Individuare la causa di scioglimento, l'organo competente, i quorum e gli adempimenti applicabili.
2. **Adottare e documentare la decisione.** Formalizzare lo scioglimento e attribuire gli incarichi necessari alla liquidazione.
3. **Fare le comunicazioni richieste.** Verificare gli obblighi verso RUNTS, registri delle persone giuridiche, organismo sportivo e amministrazione fiscale, secondo la posizione dell'ente.
4. **Ricostruire beni e rapporti pendenti.** Elencare liquidità, crediti, debiti, contratti e possibili obblighi di restituzione dei contributi.
5. **Chiudere i rapporti.** Incassare i crediti, pagare i debiti e gestire i contratti ancora in essere.
6. **Documentare il risultato finale.** Predisporre il rendiconto o bilancio finale e sottoporlo alle approvazioni previste.
7. **Devolvere il patrimonio residuo.** Rispettare i vincoli di destinazione e acquisire prima i pareri necessari.
8. **Completare la cessazione.** Chiudere il conto quando non serve più, presentare le comunicazioni fiscali e completare le cancellazioni dai registri.

Il modello AA5/6 riguarda i soggetti diversi dalle persone fisiche che non hanno partita IVA. Se l'associazione ha una partita IVA, la cessazione richiede il percorso fiscale pertinente a quella posizione, oltre alle eventuali dichiarazioni finali. La chiusura del codice fiscale non sostituisce gli altri adempimenti.

## Debiti non pagabili con il patrimonio

Se le risorse non bastano a pagare i creditori, affronta il problema prima di trasferire beni o chiudere il conto. Lo scioglimento non cancella i debiti.

Nelle associazioni non riconosciute, l'articolo 38 del codice civile prevede la responsabilità personale e solidale di chi ha agito in nome e per conto dell'ente. La sola qualità di socio o la semplice appartenenza al direttivo non rendono automaticamente responsabili di ogni obbligazione.

Nelle associazioni riconosciute, di regola risponde il patrimonio dell'ente. Restano da valutare eventuali responsabilità personali per condotte proprie. In presenza di passività rilevanti, un legale e il commercialista devono esaminare i rapporti e il percorso concretamente applicabile.

## Cosa conservare dopo lo scioglimento

Il verbale di scioglimento, i documenti della liquidazione, le prove dei pagamenti e gli atti di devoluzione devono restare reperibili anche dopo la chiusura. Prima di completare il percorso, individua chi custodirà l'archivio e come potrà essere consultato.

Per le scritture contabili, l'articolo 2220 del codice civile prevede la conservazione per dieci anni dall'ultima registrazione, quando applicabile; vanno considerati anche i termini fiscali e gli eventuali contenziosi. Per i libri sociali e gli altri documenti verifica gli obblighi pertinenti: non esiste un termine unico di dieci anni da attribuire indistintamente a tutto l'archivio.

## Scioglimento o riorganizzazione

Se l'obiettivo è cambiare attività o qualifica, può essere possibile proseguire con lo stesso ente, modificando lo statuto e aggiornando le iscrizioni. L'acquisizione della qualifica di APS o ASD non è, per questo solo fatto, una trasformazione in senso giuridico.

Prima di decidere lo scioglimento, valuta il percorso alternativo e i suoi effetti su patrimonio, contratti e agevolazioni. Anche l'uscita da un registro può avere conseguenze patrimoniali: la continuità dell'associazione va verificata insieme a questi obblighi.

## Le fonti

- [Codice civile, articoli 21, 27, 36, 38 e 2220](https://www.normattiva.it/atto/caricaDettaglioAtto?atto.codiceRedazionale=042U0262&atto.dataPubblicazioneGazzetta=1942-04-04&bloccoAggiornamentoBreadCrumb=true&classica=true&tipoDettaglio=vigente&title=lbl.dettaglioAtto)
- [Codice del Terzo settore, articoli 9, 25, 32 e 35](https://www.normattiva.it/atto/caricaDettaglioAtto?atto.codiceRedazionale=17G00128&atto.dataPubblicazioneGazzetta=2017-08-02&bloccoAggiornamentoBreadCrumb=true&classica=true&generaTabId=true&tipoDettaglio=multivigenza&title=lbl.dettaglioAtto)
- [D.Lgs. 36/2021, articolo 7](https://www.normattiva.it/atto/caricaDettaglioAtto?atto.codiceRedazionale=21G00043&atto.dataPubblicazioneGazzetta=2021-03-18&tipoDettaglio=vigente)
- [Agenzia delle Entrate, modello AA5/6 e istruzioni](https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/schede/istanze/codice-fiscale-modello-aa5_6/modello-e-istruzioni-cf-aa5_6)
- [D.P.R. 917/1986, TUIR, articolo 148, comma 8](https://def.finanze.it/DocTribFrontend/getAttoNormativoDetail.do?ACTION=getArticolo&codiceOrdinamento=0000000000001480000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000&id=%7B31D694E8-4398-4030-873B-FEAF5A6647F9%7D)

## Una nota importante

La procedura dipende dalla forma dell'ente, dal patrimonio e dai rapporti pendenti. Prima di deliberare la chiusura, verifica gli adempimenti con un professionista, soprattutto in presenza di debiti, immobili o contributi vincolati.

## Da leggere anche

- [Cos'è lo statuto di un'associazione e a cosa serve davvero](https://tesserati.cloud/blog/cos-e-lo-statuto-associazione)
- [Associazione riconosciuta o non riconosciuta: differenze e come scegliere](https://tesserati.cloud/blog/associazione-riconosciuta-non-riconosciuta-differenze)
- [I libri sociali obbligatori di un'associazione: quali sono e come si tengono](https://tesserati.cloud/blog/libri-sociali-obbligatori-associazione)
- [L'assemblea dei soci: come funziona, quali decisioni prende, i quorum](https://tesserati.cloud/blog/assemblea-soci-come-funziona)

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**Verbale in PDF, senza file Word da riadattare.** Convocazioni, presenze e quorum sui soci in regola.

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