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Il codice fiscale dell'associazione: come richiederlo con il modello AA5/6

Il codice fiscale è il primo documento ufficiale dell'associazione: a cosa serve, come si richiede con il modello AA5/6 (aggiornato a novembre 2025), quali documenti allegare e quando serve invece la partita IVA.

09 giugno 2026

Il codice fiscale dell'associazione: come richiederlo con il modello AA5/6

Appena costituita, un'associazione esiste per i suoi fondatori ma non ancora per lo Stato. Il primo passo per farla esistere "ufficialmente" è chiedere il codice fiscale: senza, non si può aprire un conto corrente, registrare contratti, ricevere donazioni o affiliarsi a una federazione. La buona notizia è che è gratuito e si ottiene in tempi rapidi.

Cos'è il codice fiscale di un'associazione

A differenza di quello delle persone fisiche, il codice fiscale degli enti è un numero di 11 cifre, simile nell'aspetto a una partita IVA (ma non lo è: vedremo la differenza). Identifica l'associazione in ogni rapporto con la pubblica amministrazione, le banche e i terzi. Viene attribuito dall'Agenzia delle Entrate su richiesta e resta invariato per tutta la vita dell'ente.

Il modello AA5/6, aggiornato a novembre 2025

La richiesta si fa con il modello AA5/6, il modulo dedicato ai soggetti diversi dalle persone fisiche che non svolgono attività rilevante ai fini IVA. Attenzione a usare la versione giusta: con il provvedimento del 17 novembre 2025 l'Agenzia delle Entrate ha aggiornato modello e istruzioni, rafforzando i controlli in particolare sulle comunicazioni di variazione del rappresentante legale. Il modello aggiornato si scarica dal sito dell'Agenzia delle Entrate.

Come si presenta

Hai tre strade:

  • Allo sportello: in qualsiasi ufficio territoriale dell'Agenzia delle Entrate, anche non quello della provincia dove ha sede l'associazione. Il codice viene attribuito in genere seduta stante.
  • Per via telematica: con SPID, CIE o CNS del presidente, oppure con credenziali Entratel/Fisconline.
  • Tramite intermediario: commercialista o CAF, utile se l'associazione si sta già facendo seguire per la registrazione degli atti.

I documenti da avere con sé: il modello AA5/6 compilato e firmato dal presidente, la copia dell'atto costitutivo e il documento d'identità del presidente (più eventuale delega e documento del delegato, se non va di persona).

Quando farlo: prima o dopo la registrazione?

L'ordine più pratico è: costituzione, richiesta del codice fiscale, registrazione di atto e statuto. Il codice fiscale serve infatti per compilare correttamente il modello di registrazione e per versare l'imposta con F24. Se hai dubbi sulla sequenza completa dei passaggi, la trovi nella guida alla costituzione passo per passo.

Codice fiscale o partita IVA?

È il dubbio classico. La regola è semplice:

  • Se l'associazione svolge solo attività istituzionale verso i propri soci (quote, corsi riservati ai tesserati, attività gratuite), basta il codice fiscale, e il modello giusto è l'AA5/6.
  • Se svolge anche attività commerciale in modo abituale (sponsorizzazioni, somministrazione al pubblico, biglietti a non soci), serve anche la partita IVA, e il modello diventa l'AA7/10.

Si può iniziare con il solo codice fiscale e aprire la partita IVA in un secondo momento, quando l'attività commerciale parte davvero. È il percorso della maggior parte delle piccole associazioni.

Dopo l'attribuzione: le variazioni da comunicare

Il modello AA5/6 non si usa solo alla nascita. Va ripresentato entro 30 giorni ogni volta che cambiano i dati comunicati, e il caso di gran lunga più frequente è il cambio di presidente: il nuovo rappresentante legale va comunicato all'Agenzia delle Entrate, altrimenti agli occhi del fisco l'associazione resta in capo alla persona sbagliata. È proprio su queste variazioni che le nuove istruzioni del 2025 hanno introdotto verifiche più stringenti, quindi non è un adempimento da rimandare.

Stessa cosa per cambio di denominazione, di sede legale o per l'estinzione dell'ente.

In sintesi

Il codice fiscale è gratuito, si ottiene con il modello AA5/6 (versione aggiornata da novembre 2025) allegando l'atto costitutivo e il documento del presidente, e va tenuto aggiornato a ogni cambio di cariche o di sede. Cinque minuti di burocrazia ben fatta che evitano problemi seri negli anni successivi.

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